Premio Poltrona Rossa A Forma Di Mano

Premio Poltrona Rossa A Forma Di Mano
Poltrona Rossa A Forma Di Mano - Premio Poltrona Rossa A Forma Di Mano - Soycafenyc

Premio Poltrona Rossa A Forma Di Mano - I dipinti di raimondi, genuinamente precisi per la sua capacità di comprendere e mettere insieme idee provenienti da settori unici, inventivi-culturali, efficienti e commerciali, sono parimenti caratterizzati dalla capacità specifica di parlare a un livello multidisciplinare con un professionista unico nel suo genere figure, abilità importanti e necessarie nel corso della durata all'interno del nuovo bambino gufram [17], che divenne poi un regolare all'interno dell'approccio corrente dell'architetto (prandi, 1988, 37). Le ibridazioni tra design, artigianato artigianale e settore artistico che raimondi ovviamente ricerca e favorisce, restituiscono una figura alla sua determinazione che potrebbe rimuovere l'oscurità dalla nostra ricerca quotidiana di nuovi approcci e nuovi motivi, del fare layout negli anni di complessità.

La poltroncina mozza del 1968, ulteriormente firmata con raimondi, è nata anche da un nuovo concetto di seduta. Mozza ha una struttura portante con un segmento variabile, un cilindro di poliuretano moltiplicato si riduce a quarantacinque livelli e svuotato internamente in modo coerente con una fase triangolare che rende il pavimento del sedile confortevole ed elastico. La poltrona rimovibile è protetta con un panno elastico [11]. All'interno della descrizione dello scrittore stesso (raimondi, sd), la poltrona viene proposta come un modello in cui ora non compaiono elementi tradizionali, tra cui schienale, sedile, braccioli. Mozza è un oggetto allegorico che, modellandosi sotto il carico del corpo e ritornando alla sua forma iniziale dopo l'uso, invoglia l'abilità al consumatore a controllare, a scoprire, quindi a parlare. Il pezzo, moderno nella forma, riflette la tensione tesa verso la ricerca di nuovi linguaggi di allestimento degli anni sessanta: nella forza del rinnovamento ci sono chiari riferimenti alle correnti artistiche dell'istante, ai cambiamenti di abito e al nuove opportunità espressive consentite attraverso i modelli in plastica dei materiali (raimondi, sd).

Giuseppe raimondi è stato architetto e clothier, attivo nel campo della creazione, dell'arredamento e del layout aziendale fino al 1997, anno della sua prematura perdita di vite umane [1]. Il suo percorso di layout è diviso in obbligazioni per numerose agenzie italiane e straniere, infissi e mobili, illuminazione, posti di lavoro, tessuti, ceramiche e plastica.

Il racconto di giuseppe raimondi (fiume 1941 - linosa 1997) si intreccia con quello di numerose aziende italiane di arredamento e luci, da gufram a bontempi, a molteni, fino al giapponese marubeni. Il contenuto testuale è specializzato nell'hobby di raimondi nel periodo tra il 1966 e il 1970, quando è direttore artistico di gufram, un'organizzazione in cui organizza la produzione in modo rivoluzionario, firmando articoli diversi e coinvolgendo artisti e architetti nel miglioramento del prodotto. L'oggetto intende, attraverso l'analisi del passatempo del sarto-artista, mettere in risalto le sue specificità: l'approfondita conoscenza delle case tecniche ed espressive delle nuove sostanze e l'adeguata attenzione ai temi della produzione.

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